Come gestire lo stress

Lo stress è uno dei maggiori problemi nelle nostre vite moderne:

Nel quotidiano, una quantità di fastidi, stress, ansia, pressione nasce a causa delle responsabilità, dei ruoli e delle funzioni che abbiamo al lavoro o in famiglia, dovendo sempre soddisfare le diverse aspettative dell’uno e dell’altra. A volte è troppo da gestire.

La maggior parte dei problemi di salute sono causati o aggravati da questo stress

Mal di schiena, mal di testa, stanchezza cronica, depressione e ansia…Siamo i primi consumatori di ansiolitici nel mondo, ma è chiaro che non funziona. Rilassarsi semplicemente camminando, nuotando o masticando gomma… non sarà abbastanza. Funziona temporaneamente, non resiste ai nostri pensieri inquieti.

Il più delle volte pensiamo che la situazione sia stressante di per sé. Questo vuol dire che il nostro capo è stressante, il nostro partner è stressante… Tutto può essere un vettore di stress. Pensiamo che la fonte dello stress esista al di fuori della nostra mente ed è per questo che diciamo “Sono in una situazione stressante”. In altre parole, non abbiamo altra scelta che essere stressati.

Se così fosse, tutti vedrebbero queste situazioni come stressanti, mentre per alcune persone vanno bene. Lo stress arriva perché riteniamo di non essere in grado di gestire serenamente una situazione, come una scadenza sul lavoro o un’attività eccessivamente complessa in cui abbiamo sopravvalutato le nostre capacità.

Lo stress deriva dal divario tra ciò che vorremmo e la realtà.

Le condizioni esterne, che innescano lo stress, non sono né buone né cattive in se stesse, ma dipendono dal nostro modo di comprenderle e di reagire ad esse. Il vero problemi è quindi interiore e non esterno. I problemi del computer non sono i problemi della persona. Il vero problema viene dalle sensazioni spiacevoli che si verificano nella nostra mente. Tutti i nostri problemi (sensazioni spiacevoli) provengono dagli accecamenti.

Shantideva – Guida al modo di vivere del Bodhisattva

Quando corriamo a prendere la metropolitana, non vogliamo perderla per poter guadagnare minuti preziosi. Ma la porta si chiude davanti al nostro naso. C’è una risposta quasi universale a questa situazione: “Oooh no!”. Quasi tutti pensano che questa situazione non sia normale ma stressante di per sé. Cerchiamo di catturare l’occhio del conducente con la speranza che decida di aspettarci. Sfortunatamente sta guardando da un’altra parte, senza prestare attenzione a noi. Poi iniziamo a pensare che l’abbia fatto volutamente, che tutto sia orchestrato affinché noi perdessimo la metropolitana. Non accettiamo la situazione e passiamo i successivi 5-10  minuti a rimuginare fino alla metropolitana successiva.

La rabbia non accetta la situazione, la respinge ed esagera il dolore improvviso. Tutto questo può essere evitato se rispondiamo a questi inconvenienti con una mente orientata alla soluzione dicendo “Sì. E quindi cosa dovrei fare ora? Dovrei prendere la prossima metropolitana, dovrei correre a prendere un taxi?”

Diamo un’occhiata a una situazione più stressante. Siamo al lavoro in modalità multitasking. Stiamo svolgendo contemporaneamente diversi compiti saltando dall’uno all’altro, facile!! Siamo come un giocoliere e tutto va bene. Il nostro capo arriva e ci chiede di fare qualcosa di nuovo. Diciamo a noi stessi: “Nessun problema…lo gestisco”. E ci ritroviamo con un’altra palla con la quale giocare. Poi il nostro capo oltrepassa la porta e …:”A proposito, puoi fare qualcos’altro per me stasera?” C’è un altro tipo di palla che arriva, già più nervosismo. A questo punto siamo arrabbiati e pensiamo: “No, ma no! Mi chiede sempre troppo, è troppo esigente. Lui non capisce la mia situazione e non gli interessa. Dato che con queste nuove palle è troppo, abbiamo lasciato cadere in terra quelle vecchie e ci sentiamo completamente sommersi. Cominciamo a preoccuparci di perdere il lavoro. È un turbinio di pensieri negativi che inizia e noi incolpiamo il nostro capo per questa ingiusta situazione.

Possiamo applicare questa analogia a molte situazioni. Stiamo ponendo la fonte del problema all’esterno, ma in verità il problema è la mente della rabbia.

Praticando la meditazione con pazienza e per un certo periodo di tempo, scopriremo che è possibile sperimentare la pace interiore e la contentezza controllando semplicemente la nostra mente, senza dover dipendere dalle condizioni esterne. Quando la turbolenza della nostra abituale agitazione mentale si attenua, la nostra mente si calma, la felicità interiore e la profonda soddisfazione si manifestano con naturalezza dall’interno. Questo sentimento di contentezza e di benessere (maggior spazio interiore), ci aiuta a superare l’agitazione del mondo esterno e le difficoltà della vita quotidiana. Le situazioni stressanti saranno più facili da gestire, ci sentiremo naturalmente cordiali e gentili con gli altri, e le nostre relazioni miglioreranno.