Meditazione a Roma

CENTRO BUDDHISTA MAHASIDDHA


RISORSE - Libri in italiano - Estratti

Trasforma la tua vita

Un viaggio di beatitudine

Trasforma la tua vita

Seguendo i consigli pratici forniti in questo libro possiamo trasformare la nostra mente e la nostra vita, portare a compimento il nostro potenziale umano e trovare pace e felicità duratura.

  • Qual è il vero significato della vita umana?
  • Come trovare la fonte della felicità
  • I metodi effettivi per risolvere i nostri problemi quotidiani
  • Come portare a compimento la nostra meta ultima

Cos’è la mente?

Poiché la felicità e la sofferenza dipendono dalla mente, se vogliamo evitare la sofferenza e trovare vera felicità abbiamo bisogno di comprendere la natura e le funzioni della mente. Dapprima questo potrebbe sembrare del tutto evidente poiché abbiamo tutti una mente e sappiamo quando lo stato della mente è, in un caso o nell’altro, felice o triste, chiaro o confuso e così via. Tuttavia, se qualcuno ci chiedesse qual è la natura della nostra mente e come funziona probabilmente non saremmo capaci di dare una risposta precisa. Questo indica che non abbiamo una chiara comprensione della mente.
Alcune persone pensano che la mente sia il cervello o qualche altra parte del corpo, ma ciò è scorretto. Il cervello è un oggetto fisico, che può essere visto con gli occhi e può essere fotografato o subire interventi chirurgici. La mente, d’altro canto, non è un oggetto fisico. Non può essere vista con gli occhi, né può essere fotografata o sottoposta a manipolazione chirurgica. Il cervello perciò non è la mente ma semplicemente una parte del corpo.

Non c’è niente all’interno del corpo che possa essere identificato come la nostra mente perché il nostro corpo e la mente sono entità diverse. Per esempio, alcune volte quando il corpo è rilassato e immobile la nostra mente può essere molto attiva, saltando da un oggetto all’altro. Ciò indica che il nostro corpo e la nostra mente non sono la stessa entità. Nelle scritture buddhiste il nostro corpo è paragonato a un albergo e la nostra mente a un ospite che dimora all’interno. Quando moriamo la nostra mente lascia il nostro corpo e va nella vita successiva, come un ospite che lascia l’albergo e va da qualche altra parte.
La nostra mente è un continuum senza forma che funziona per percepire e comprendere gli oggetti. Poiché la nostra mente è senza forma e per sua natura non è fisica, non è ostruita da oggetti fisici. In tal modo, è impossibile per il nostro corpo andare sulla luna senza viaggiare in un’astronave, ma la nostra mente può raggiungere la luna in un istante, solo pensandola. Conoscere e percepire gli oggetti è una funzione unica possibile solo alla mente.
È molto importante essere capaci di distinguere gli stati mentali disturbati dagli stati pacifici. Gli stati mentali che disturbano la nostra pace interiore, come la rabbia, la gelosia e l’attaccamento del desiderio, sono chiamati ‘accecamenti’ e questi sono le principali cause della nostra sofferenza.


Come risolvere i nostri problemi umani

Sofferenza

Come risolvere i nostri problemi umani

Nel Sutra delle Quattro Nobili Verità, Buddha dice:

  • Dovreste conoscere la sofferenza
  • Dovreste abbandonare le origini
  • Dovreste raggiungere le cessazioni
  • Dovreste praticare il sentiero

Queste istruzioni sono conosciute come le ‘quattro nobili verità’. Vengono definite ‘nobili verità’ perché sono istruzioni superiori e non ingannevoli.
In generale, chiunque provi un dolore fisico o mentale (persino gli animali) comprende la propria sofferenza. Ma quando Buddha dice: “Dovresti conoscere le sofferenze”, egli intende che dovremmo conoscere le sofferenze delle nostre vite future. Con questa coscienza, svilupperemo un forte desiderio di liberarcene. Questo consiglio pratico è importante per chiunque. In effetti, se abbiamo il desiderio di liberare noi stessi dalle sofferenze delle vite future, useremo certamente la nostra vita umana attuale per garantirci la libertà e la felicità nelle nostre innumerevoli vite che verranno. Non esiste significato più grande di questo.

Origini

Dovreste abbandonare le origini

Anche questo è un consiglio molto pratico. Il termine ‘origini’ si riferisce principalmente ai nostri accecamenti quali l’attaccamento, la rabbia e l’ignoranza che afferra al sé. Normalmente, abbiamo il desiderio sincero di evitare la sofferenza in modo permanente, ma non pensiamo mai di abbandonare i nostri accecamenti. Tuttavia, se non riusciamo a controllare e ad abbandonare i nostri accecamenti, è impossibile raggiungere la permanente liberazione dalla sofferenza e dai problemi. Perciò dovremmo seguire il consiglio di Buddha e, attraverso la nostra concentrazione sul significato profondo del Dharma e la forza della nostra determinazione, controllare il nostro attaccamento, la nostra rabbia e gli altri accecamenti.
Gli accecamenti sono detti ‘origini’ perché sono la fonte di tutta la sofferenza e la causa principale di tutti i nostri problemi.

Cessazione

Dovreste raggiungere la cessazione

Questo vuol dire che dovremmo raggiungere la cessazione permanente della sofferenza. In generale, ognuno sperimenta di volta in volta una cessazione temporanea di particolari sofferenze. Per esempio chi è fisicamente in buona salute sta provando una cessazione temporanea della malattia. Ma ciò non basta perché si tratta di una situazione solo temporanea.

Il sentiero

Dovreste conoscere il sentiero

In questo contesto, ‘sentiero’ non significa un sentiero esterno che conduce da un luogo ad un altro, ma un sentiero interiore, un sentiero spirituale che ci conduce alla pura felicità della liberazione e dell’illuminazione.


Il Nuovo Manuale di Meditazione

Meditazioni per rendere la nostra vita felice e significativa

Il Nuovo Manuale di Meditazione

La meditazione è una mente che si concentra su un oggetto virtuoso ed è la causa principale della pace mentale. La pratica della meditazione è un metodo per familiarizzare la nostra mente con la virtù. Più la nostra mente è familiare con la virtù, più calma e pacifica essa diventa. Quando la nostra mente è pacifica, siamo liberi dalle preoccupazioni e dallo sconforto mentale, e proviamo vera felicità. Addestrando la nostra mente a diventare pacifica godremo di felicità duratura persino nelle condizioni più avverse; ma se la nostra mente non fosse pacifica, pur avendo le migliori condizioni esterne, non potremmo essere felici. Perciò, è importante addestrare la nostra mente attraverso la meditazione.
Ogni volta che meditiamo, compiamo un’azione che ci farà provare nel futuro pace interiore.

Ci sono due tipi di meditazione: la meditazione analitica e la meditazione collocata. La meditazione analitica comporta la contemplazione del significato di un’istruzione spirituale che abbiamo udito o letto. Attraverso la contemplazione delle istruzioni ricevute, possiamo pervenire a una conclusione definitiva o possiamo provocare l’insorgere di uno specifico stato mentale virtuoso, che diventa l’oggetto della meditazione collocata. Poi ci concentriamo focalizzandoci su questa conclusione o stato mentale virtuoso il più a lungo possibile, per familiarizzarci profondamente con esso. Questa concentrazione focalizzata è la meditazione collocata.


Compassione Universale

Come un diamante, come il sole e come un albero medicinale

Compassione Universale

Gli oggetti più preziosi perdono il loro valore quando si rompono. Ma quando un diamante si spezza ogni frammento, persino il più piccolo conserva il proprio valore. Da questo punto di vista le istruzioni sull’addestramento della mente sono come un diamante perché, anche se è di immenso vantaggio praticarle tutte insieme, resta sempre molto utile praticarne anche solo alcune. Così come avremmo cura di non perdere neanche il frammento più piccolo di un diamante, non dovremmo trascurare nessuna parte delle istruzioni sull’addestramento della mente, neanche la più piccola.

Lo splendore del sole disperde l’oscurità ma anche pochi raggi forniscono una certa quantità di luce, così se completiamo la pratica dell’addestramento della mente disperderemo totalmente l’oscurità della nostra ignoranza, ma se ci impegniamo solo in alcune parti della pratica, questo aiuterà a ridurre la nostra ignoranza dell’apprezzamento del sé.
Così come le parti di un albero medicinale - radici, tronco, rami, foglie, fiori e frutti - forniscono medicamento e ci sono utili nel curare le malattie, anche ogni parte delle istruzioni sull’addestramento della mente possono curare la malattia mentale degli accecamenti. Le medicine ordinarie possono curare solo le malattie fisiche, ma la panacea dell’addestramento della mente cura la malattia sia fisica che mentale. Questo è il motivo per cui la pratica viene definita la ‘medicina insuperabile’.
Come possiamo essere certi che le istruzioni sull’addestramento della mente possiedano davvero tutte queste buone qualità? A questo quesito Geshe Chekhawa risponde nella quinta strova del testo radice:
Il significato del testo dovrebbe essere conosciuto.

Quando abbiamo compreso il significato di queste istruzioni dovremmo metterle in pratica. Allora arriveremo a comprendere tutte le eccellenti qualità dell’addestramento della mente tramite la nostra esperienza. Finché non pratichiamo in questo modo, non potremo mai capire perché queste istruzioni sono ‘come un diamante, come il sole, e come un albero medicinale’.


Introduzione al Buddhismo

La perfezione della pazienza

Introduzione al Buddhismo

La pazienza è una mente virtuosa capace di sopportare danni, sofferenze o il Dharma profondo. La pazienza praticata con la motivazione del bodhichitta è perfezione della pazienza.
Pur non avendo interesse nello sviluppo spirituale, abbiamo bisogno di coltivare la pazienza perché se ne siamo privi diventiamo vulnerabili alle ansietà, alle frustrazioni e alle inquietudini, ed è difficile mantenere relazioni pacifiche con gli altri.
La pazienza è l’antidoto alla rabbia, il distruttore più potente della virtù. Attraverso la nostra esperienza possiamo vedere quanta sofferenza sorge dall’odio. Ci impedisce di giudicare una situazione correttamente e ci induce ad agire in modo da dovercene in seguito pentire. Distrugge la nostra pace mentale e disturba chiunque incontriamo. Perfino le persone normalmente attratte da noi si sentono respinte quando ci vedono arrabbiati. La rabbia può indurci a respingere o insultare i nostri genitori, e quando è intensa ci porta anche a compiere gesti estremi, come uccidere chi amiamo o persino noi stessi.
Quel che dà l’avvio alla rabbia è di solito qualcosa di insignificante, come commenti irritanti o un’aspettativa delusa. Sulla base di simili piccole esperienze, la rabbia intreccia elaborate fantasie, esagerando i lati spiacevoli della situazione e usando razionalizzazioni e giustificazioni per il proprio senso di delusione, di oltraggio o di risentimento. Ci porta a dire e a fare ciò che è dannoso, spingendoci di conseguenza ad essere offensivi verso gli altri e trasformando una piccola difficoltà in un grande problema.
Se ci fosse chiesto: “Chi ha causato tutte le guerre in cui così tante persone sono morte?”, dovremmo rispondere che sono causate dalla mente della rabbia. Se le nazioni fossero in pace, abitate da popolazioni pacifiche, come potrebbe mai sorgere la guerra? La rabbia è la più grande nemica degli esseri viventi. Ci ha causato danni nel passato, ci sta danneggiando ora e, se non la sconfiggiamo con la pratica della pazienza, in futuro continuerà a danneggiarci. Come disse Shantideva:
Questa nemica della rabbia non ha altra funzione che quella di causarmi danno.

I nemici esterni ci danneggiano in modo più lento e meno sottile, e se pratichiamo la pazienza nei loro riguardi possiamo persino convincerli e trasformarli in amici, ma con la rabbia non ci può essere alcuna riconciliazione. Se siamo clementi con la rabbia, essa prenderà il sopravvento su di noi e ci danneggerà maggiormente. Inoltre, mentre i nemici esterni possono danneggiarci solo durante questa vita, la rabbia ci danneggia per molte vite future. Quindi è necessario eliminarla non appena si introduce nella nostra mente, perché se non lo facciamo si trasformerà rapidamente in un fuoco potente che consuma i nostri meriti.
D’altro canto, la pazienza ci aiuta sia in questa vita sia in quelle future. Shantideva disse:
Non esiste male peggiore della rabbia e non esiste virtù paragonabile alla pazienza.

Con la pazienza riusciamo ad accettare ogni dolore e a tollerare facilmente i disturbi e le indisposizioni abituali. Nulla riuscirà a disturbare la nostra pace mentale e in noi non sorgerà alcun problema. Con la pazienza manteniamo una pace e una tranquillità interiore che permette alle realizzazioni spirituali di crescere. Chandrakirti disse che se pratichiamo la pazienza avremo in futuro un aspetto fisico piacevole e diventeremo esseri santi dotati di realizzazioni elevate.