RISORSE - Approfondimenti - Fede buddhista
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Rinuncia | Compassione | Bodhicitta | La verità ultima - la vacuità
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RINUNCIA
La rinuncia non è un desiderio di abbandonare la nostra famiglia, amici, casa, lavoro e così via e diventare come un mendicante; piuttosto è una mente che ha la funzione di bloccare l'attaccamento ai piaceri mondani e che cerca la liberazione dalla rinascita incontrollata.
Dobbiamo imparare a fermare il nostro attaccamento tramite la pratica della rinuncia, o questo diventerà un serio ostacolo alla nostra pura pratica spirituale. Proprio come un uccello non può volare se ha una pietra legata alle sue zampe, così non possiamo progredire sul sentiero spirituale se siamo strettamente legati dalle catene dell'attaccamento.
Il momento di praticare la rinuncia è adesso, prima della nostra morte. Abbiamo bisogno di ridurre il nostro attaccamento ai piaceri mondani comprendendo che sono ingannevoli e che non possono dare vera soddisfazione. In realtà, ci causano solo sofferenza.
Questa vita umana con tutta la sua sofferenza e i problemi è una grande opportunità per noi per aumentare sia la nostra rinuncia che la nostra compassione. Non dovremmo sprecare questa preziosa opportunità.
La realizzazione della rinuncia è il passaggio attraverso il quale entriamo nel sentiero spirituale che conduce alla liberazione, o nirvana. Senza la rinuncia è impossibile persino entrare nel sentiero verso la suprema felicità del nirvana e tanto meno progredire lungo di esso.
Per sviluppare e aumentare la nostra rinuncia possiamo contemplare ripetutamente ciò che segue:
Poiché la mia coscienza è senza inizio, ho preso innumerevoli rinascite nel samsara. Ho già avuto innumerevoli corpi; se fossero tutti raccolti insieme, riempirebbero il mondo intero e tutto il sangue e gli altri fluidi corporei che hanno fluito attraverso di loro formerebbero un oceano. Così grande è stata la mia sofferenza in tutte queste vite precedenti che ho sparso abbastanza lacrime di dispiacere per formare un altro oceano.
In ogni singola vita ho sperimentato le sofferenze della malattia, della vecchiaia, della morte, dell'essere separato da quelli che amo e di essere incapace di soddisfare i miei desideri. Se non raggiungo la liberazione permanente dalla sofferenza adesso, dovrò provare queste sofferenze continuamente nelle innumerevoli vite future.
Contemplando questo, dal profondo del nostro cuore prendiamo la forte determinazione di abbandonare l'attaccamento ai piaceri mondani e raggiungere la permanente liberazione dalla rinascita contaminata. Mettendo questa determinazione in pratica possiamo controllare il nostro attaccamento e in tal modo risolvere molti dei nostri problemi quotidiani.
Estratto dal libro Trasforma la Tua Vita del Venerabile Geshe Kelsang Gyatso.
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