Meditazione a Roma

CENTRO BUDDHISTA MAHASIDDHA


EVENTI E RITIRI - Puja

Descrizioni delle Preghiere cantate o Puja.

Le Preghiere cantate o Puja, sono cerimonie durante le quali si cantano lodi agli esseri santi. Possono essere svolte con o senza offerte di cibo (tsog), fiori, incenso e altre sostanze che deliziano i sensi.
Queste Puja sono essenziali nella nostra Tradizione Kadampa del Buddhismo Mahayana. La loro funzione è di farci purificare le potenzialità negative che ci portiamo nel cuore, di farci accumulare energia e potenziali virtuosi e soprattutto, ricevendo le benedizioni degli esseri santi, ci aiutano a trasformare la nostra mente da uno stato agitato e turbolento in stati di serenità e pace interiore. Al Centro Mahasiddha vengono praticate quotidianamente.
Sotto segue una spiegazione dettagliata di ogni pratica. Se siete interessati a partecipare vi preghiamo di consultare il calendario attività mensili dove potrete reperire le informazioni in tempo reale.

Gioiello del cuore - Gioiello che esaudisce i desideri | Lama Chöpa | Pratica degli otto precetti Mahayana | Confessione ai Trentacinque Buddha | Cerimonia del Powa


Gioiello del cuore e Gioiello che esaudisce i desideri

Questa sadhana include due pratiche rivelate dal Buddha della Saggezza Manjushri. La prima è uno speciale Guru Yoga nella quale visualizziamo la nostra Guida Spirituale come Je Tsongkhapa, che è egli stesso una manifestazione di Manjushri. Affidandoci a questa pratica, possiamo purificare la negatività, accumulare merito, e ricevere le benedizioni. In questo modo, porteremo a compimento con naturalezza tutte le realizzazioni degli stadi del sentiero del Sutra e del Tantra, e in particolare otterremo una saggezza del Dharma molto speciale.
La seconda pratica è un metodo per affidarci al Protettore del Dharma Dorje Shugdän. Tramite ciò, possiamo sconfiggere gli ostacoli alla nostra pratica e creare le condizioni favorevoli per poter nutrire e accrescere le nostre realizzazioni del Dharma. Se ci affidiamo sinceramente al Protettore del Dharma Dorje Shugdän, la nostra fede in Je Tsongkhapa aumenterà naturalmente e avremo facilmente esperienza del puro Buddhadharma trasmesso direttamente a Je Tsongkhapa dal Buddha della Saggezza Manjushri.
Queste due pratiche sono la vera essenza della Nuova Tradizione Kadampa del Buddhismo Mahayana. Se le pratichiamo con regolarità e sincerità, raccoglieremo un ricco raccolto delle realizzazioni del puro Dharma, e infine arriveremo a provare la suprema gioia della piena illuminazione.
Una spiegazione estesa di questa sadhana si può trovare nel testo intitolato Heart Jewel, del Venerabile Geshe Kelsang Gyatso.


Lama Chöpa o Offerta alla Guida Spirituale

Offerta alla Guida Spirituale o Lama Chöpa in Tibetano, è uno speciale Guru Yoga di Je Tsongkhapa unito al Supremo Tantra Yoga. Fu compilata dal primo Panchen Lama, Losang Chökyi Gyaltsän, come una pratica preliminare per il Mahamudra Vajrayana. La pratica principale è di affidarsi alla Guida Spirituale, ma include anche tutte le pratiche essenziali degli stadi del sentiero (Lamrim) e dell’addestramento della mente (Lojong), così come entrambi gli stadi di generazione e di completamento del Supremo Tantra Yoga.
L’essenza del Guru Yoga è di sviluppare la forte convinzione che la nostra Guida Spirituale sia un Buddha, prostrarci davanti a lui o lei, fargli offerte e suppliche sincere ricevendo le sue profonde benedizioni. In accordo con il Guru Yoga di Offerte alla Guida Spirituale sviluppiamo la convinzione che la nostra Guida Spirituale è la stessa natura di Je Tsongkhapa, che è un’emanazione del Buddha della Saggezza Manjushri.
Affidandoci a Je Tsongkhapa la nostra compassione, la nostra saggezza, e il nostro potere spirituale aumenteranno con naturalezza. In particolare, poiché Je Tsongkhapa è un’emanazione del Buddha della Saggezza Manjushri, i suoi fedeli seguaci non incontreranno mai difficoltà nell’accrescere la loro saggezza. La pratica di Offerte alla Guida Spirituale genera numerosi altri benefici. Questi sono spiegati nel testo Great Treasury of Merit, che contiene un commento completo alla pratica.


Pratica degli otto Precetti Mahayana

La pratica del prendere e mantenere gli otto precetti Mahayana è una speciale pratica di disciplina morale compiuta con la motivazione di bodhichitta. L’essenza della pratica è di prendere gli otto precetti e mantenerli puramente per un periodo di ventiquattro ore. Facendo questa pratica continuamente ci familiarizziamo con la pratica della disciplina morale rendendo così significativa la nostra vita umana.
Riceviamo grandi benefici dal praticare in questo modo la disciplina morale. Ci aiuta a risolvere i problemi di questa vita annullando le cause della sofferenza e crea la causa per rinascite fortunate nelle vite future proteggendoci. In particolare, poiché è compiuta con la motivazione del bodhichitta, questa pratica è molto potente per purificare il karma negativo. Accumula una vasta collezione di merito e crea le cause per ottenere l’insuperabile felicità dell’illuminazione.
Dapprima abbiamo bisogno di ricevere questi precetti da un precettore qualificato e quindi successivamente, possiamo prenderli per proprio conto tutte le volte che lo desideriamo. Nella sadhana sono incluse le istruzioni su entrambe le modalità. Se desideriamo cogliere l’essenza di questa preziosa vita umana dovremmo sforzarci di impegnarci in questa pratica ogni volta che possiamo.


Confessione ai trentacinque Buddha
o Sutra Mahayana delle Tre Accumulazioni Superiori

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Nelle nostre vite precedenti, sotto l’influenza di menti accecate, abbiamo creato una grande quantità di karma negativo, e abbiamo anche trasgredito ai nostri impegni e incorso nelle cadute morali primarie e secondarie. Ora come risultato proviamo difficoltà nello sviluppare fede e persuasione nel Dharma e nel fare progressi negli stadi del sentiero verso l’illuminazione. Inoltre, se non purifichiamo tutta questa negatività mentre ne abbiamo l’opportunità, nel futuro dovremo provare una sofferenza maggiore.
Ogni essere vivente, persino un lombrico o un insetto, può compiere azioni negative, ma solo gli umani hanno la fortuna di essere in grado di poterle purificare. Abbiamo accumulato azioni non virtuose e ne sperimentiamo il loro risultato in sofferenza fin da tempo senza inizio, ma ora abbiamo l’opportunità di purificarle completamente. Dovremmo fare uso di questa preziosa opportunità per purificare il nostro karma negativo, e non crearne ulteriormente!
Poiché la purificazione è la base della felicità futura e delle realizzazioni spirituali dovremmo sforzarci di eliminare dalla nostra mente le impurità degli accecamenti e dal karma negativo.
Uno dei metodi migliori per purificare le negatività e le cadute morali è il Sutra Mahayana delle Tre Accumulazioni Superiori, altrimenti noto come La Confessione delle cadute Morali del Bodhisattva, o il Sutra Mahayana della Confessione del Bodhisattva.


Cerimonia del Powa

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Questa pratica del trasferimento della coscienza, nota come 'powa', può essere effettuata sia in gruppo sia individualmente. Lo scopo di questa pratica è di condurre gli innumerevoli esseri deceduti nella Terra Pura di un Buddha.
Sappiamo che in questo mondo milioni di esseri umani e miliardi di animali muoiono ogni giorno per cause differenti. Se questi esseri viventi avessero la possibilità di prendere rinascita nella Terra Pura di un Buddha, otterrebbero la liberazione permanente dalla sofferenza e sperimenterebbero una felicità pura ed eterna. Il nostro impegno nella pratica di questo powa offre loro questa preziosa opportunità. Inoltre, impegnandoci in questa pratica creeremo anche per noi stessi una grande collezione di virtù, che ci condurrà nel percorso verso la Terra Pura di un Buddha.
Questa pratica del powa per beneficiare coloro che sono deceduti di recente, tradizionalmente si esegue entro quarantanove giorni dal loro decesso. I preparativi per questo rituale consistono nell’allestire in primo luogo offerte belle e preziose come candele e fiori.
Poi, si scrive su un piccolo foglio di carta, con l'inchiostro rosso, una grande lettera 'R', che simboleggia la rinascita contaminata di tutti i defunti. Attacchiamo il pezzo di carta ad un bastoncino a rappresentare una bandiera e poniamo pertanto tale bandiera in un recipiente adatto, come un vaso di piccole dimensioni. Prepariamo inoltre una candela, che sarà posta su un piatto piano. Sia la bandiera che la candela dovranno essere disposte su un tavolo che avremo di fronte.

Quando ci impegniamo in questa pratica in gruppo, un insegnante veterano del Dharma può cominciare fornendo alcuni insegnamenti pratici su come sviluppare compassione per tutti gli esseri viventi. Quando ci impegniamo in questa pratica singolarmente, dovremmo generare compassione per tutti gli esseri viventi ricordando la loro esperienza di immensa sofferenza.
Quindi, con la compassione per i defunti di tutto il mondo, si effettuano le seguenti fasi della cerimonia:

  • Per il beneficio dei defunti, si accumulano una grande collezione di virtù e di merito. Compiamo ciò facendo prostrazioni e offerte estese agli esseri santi, in modo che per i defunti si creino le condizioni necessarie per prendere rinascita nella Terra Pura di un Buddha.
  • Per il beneficio dei defunti, facendo sincere richieste a Buddha Vajrasattva con la recitazione del mantra delle cento lettere, purifichiamo i quattro ostacoli principali che non permettono loro di prendere rinascita nella Terra Pura di un Buddha.
    Questi ostacoli sono le loro non-virtù e azioni negative create rispettivamente:
    (1) fisicamente, (2) verbalmente, (3) mentalmente e (4) fisicamente, verbalmente e mentalmente tutte insieme.
  • Con il potere della nostra intenzione compassionevole, delle preghiere ardite e della concentrazione nella pratica, trasferiamo la coscienza dei defunti nella Terra Pura del Buddha della Compassione in modo che essi sperimentino felicità pura ed eterna.
  • Con il potere della nostra concentrazione nella specifica pratica rituale finale, assieme alla recitazione del mantra, creiamo auspici speciali per i defunti al fine di ottenere la liberazione definitiva dalla rinascita samsarica.

Infine si conclude questa pratica del powa con le preghiere dedica.